Per vendere un prodotto basta trovare un cliente?

Quando si decide di realizzare un prodotto, o proporre un servizio, la prima preoccupazione è quella di capire se le nostre proposte hanno un mercato e quale sia la sua dimensione. Se ci sono opportunità si investe. Altrimenti si prova a riformulare il progetto per renderlo appetibile e quindi, per venderlo meglio.

Sebbene questa è la giusta strada, percorsa dagli esperti di marketing, non è l’unico parametro che rende la misura della bontà del prodotto. Infatti, anche quando l’idea è buona il prodotto o il servizio potrebbero non essere pronti ad affrontare il mercato. Perchè ?

La risposta si trova nella regolamentazione che il mercato ha deciso di darsi, in funzione della tipologia del prodotto o del servizio. In altre parole, a secona dei prodotti o dei servizi, in  base  alla propria tipologia mercelogica, il prodotto o il servizio deve essere conforme a dei requisiti cogenti( =obbligatori)  imposti dalle Direttive e dai Regolamenti dello stato in cui si intende immetterelo sul mercato.

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Il mercato Europeo

L”affermarsi dell’Unione Europea, allargata a 27 Stati, ha creato una grande opportunità per le attività produttive: grandi o piccole che siano. Le regole definite tramite le Direttive e i Regolamenti Europei sono applicate, contemporaneamente, in tutti gli Stati dell’Unione. Per cui, se un prodotto è conforme ad una Direttiva o ad un Regolamento, può essere venduto in un qualsiasi stato senza dovere richiedere particolari autorizzazioni ai singoli stati.

Inoltre, l’area in cui è possibile vendere i propri prodotti, è più vasta dell’Unione Europea. Infatti, esistono degli Stati che, pur non appartenendo alla UE, riconoscono le sue leggi. L’area allargata in cui è possibile commercializzare i propri prodotti e servizi si chiama SEE (Spazio Economico Europeo)

Da: “Note Tematiche sull’Unione Europea”  https://www.europarl.europa.eu/factsheets/it/sheet/169/lo-spazio-economico-europeo-see-la-svizzera-e-il-nord

Lo Spazio economico europeo (SEE) è stato istituito nel 1994 allo scopo di estendere le disposizioni applicate dall’Unione europea al proprio mercato interno ai paesi dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA). La Norvegia, l’Islanda e il Liechtenstein sono membridel SEE, mentre la Svizzera fa parte dell’EFTA ma non del SEE. L’UE è inoltre legata ai suoi partner SEE/EFTA (la Norvegia e l’Islanda) da varie «politiche settentrionali» e forum incentrati sulle aree più settentrionali dell’Europa, in rapida evoluzione, e sulla regione artica nel suo insieme.

Le Direttive e I Regolamenti Europei

Una direttiva è un atto legislativo che stabilisce un obiettivo che tutti i paesi dell’UE devono realizzare. Tuttavia, spetta ai singoli paesi definire attraverso disposizioni nazionali come tali obiettivi vadano raggiunti. Un regolamento è un atto legislativo vincolante. Deve essere applicato in tutti i suoi elementi nell’intera Unione europea.

In pratica un Regolamento, una volta emanato, diventa subito legge in tutti gli stati mentre una Direttiva, per diventare legge di uno stato deve essere recapita da questo attraverso una legge, detta di recepimento, promulgata da ogni singolo stato. Molto spesso, se non esistono particolari apsetti che ne impediscando il recepimento, la legge promulgata dalla Stato membro della UE è la traduzione in lingua locale della Direttiva Europea

Attuazione dei Regolamenti e delle Direttive

Restringendo il campo ai Regolamenti e alle Direttive promulgate per i Prodotti e i Servizi, la domanda che si pone un costruttore o un responsabile di un organizzaizone è: Come faccio per rendere il mio Prodotto/Servizio Conforme al Regolamento o alla Direttiva che l’Unione Europea richiede ?

Prima di tutto bisogna dire che, all’interno dei Regolamenti e delle Direttive, si trovano vari articoli, ognuno dei quali definisce degli obiettivi e dei requisiti a cui il Prodotto e il Servizio deve sottostare: Caratteristiche; Limiti; Metodo di Marcature; Procedure di Verifica; Enti e Organizzazioni Nationali e/o Internazionali chiamate a : sorvegliare il mercato, oppure a valutare un prodotto.

Inoltre nei Regolamenti e nelle Direttive sono indicate le regole tecniche necessarie per valutare la conformità di un Prodotto o di un Servizio. In altre parole il Regolamento o la Direttiva indicano quali norme devono essere prese in considerazione per valutare se un prodotto o un servizio possiede le caratteristiche per essere conforme alla  specifica legge.

Alcuni luoghi comuni che rendono difficile capire cosa fare

Prima di continuare a descrivere il percorso che si deve seguire per certificare un prodotto o un servizo è necessario sgombrere il campo da luoghi comuni che creano non poca confuzione. Vediamoli brevemente:

Per certificare un prodotto lo debbo portare in laboratorio

Questa affermazione è parzialmente falsa perchè non è detto che la prova richiesta sia sufficiente ovvero che sia necessario effettuare una prova presso un laboratorio

Per certificare un prodotto debbo scrivere il libretto di istruzioni

Questa affermazione è parzialmente falsa perchè non basta scrivere un “libretto di istruzioni” per certificare un prodotto. Inoltre, nello scive un manuale di uso e anutenzione, bisogna seguire delle regole precise mirate a proteggere l’utente informandolo sul corretto uso del prodotto.

Siccome la certificazione la rilascia direttamente il produttore, allora realizzato un prodotto emetto un certificato CE senza dovere fare altro

Questa affermazione è assolutamente falsa. E’ vero che il certificato viene emesso dal produttore/fabbricante ma solo al termine di una procedura interna di valutazione della conformità del prodotto e del servizio.

Sono una realtà commerciale che si limita ad importare dei prosotti dall’estero. IO non debbo fare nulla mi debbo limitare a vendere i prootti

Questa affermazione è parzialmente falsa. Infatti, se il fabbricante risiede fuori dall’UE, le responsabilità ricadono in capo all’importatore che assume il ruolo di mandatario. In altre parole le responsabilità ricadono su chi importa il prodotto anche se non lo fabbrica. Nel caso in cui il fabbricante risiede nell’Unione Europea l’affermazione è vera.

Sono una realtà commerciale che importa da un fabbricante che risiede fuori dalla UE ma, che mi fornisce tutti i prodotti marchiati CE. Non debbo fare nulla

Questa affermazione è parzialmente vera. Infatti il principio è corretto ma l’importatore, che in questo caso viene configurato come mandatoario, deve accertarsi che le dichiarazioni CE emesse dal fabbricante siano attendibili. Se fossero emesse fraudolentemente, poichè, in realtà, il prodotto non è conforme, le responsabilità ricadono in capo alla ditta commerciale. Questa  ne risponde civilmente e penalmente difronte a qualsiasi tribunali di uno stato Europeo.

Grazie all’ECommerce posso vendere molti prodotti che compro a prezzi ridotti. Li importo da un fabbricante che ha sede fuori da uno stato Europeo. Ho visto che lo stesso fabbricant li rivende a molti altri gestori di  ecommerce sparsi in tutta Europa. Non debbo fare nulla. Inoltre se spendessi dei soldi per le certificazioni non riuscirei a vendere a basso costo

Questa affermazione è terribilmente pericolosa. Infatti il fatto che altri vendano gli stessi prodotti non esime il venditore locale da accertarsi circa la bontà del certificato CE esibito dal costruttore. Sempre che il prodotto ne sia provvisto. In caso di incidenti o danni all’utente finale le responsabilità civili e penali ricadono in capo a chi ha venduto il prodotto. Diverso è il caso in cui un gestore di un ecommerce acquista e rivende il prodotto da un importatore europeo. E’ l’importatore Europeo che si deve occupare della regolarità dei prodotti distribuiti sul territorio dell’Unione. Il singolo rivenditore fa, comunque bene, ad accertarsi della bontà dei certificati esibiti.

La marcatura CE è un balzello in più che l’Europa ci impone per mantenere la burocrazia Europea, quella Nazionale e i Consulenti immanicati con i burocrati

Questa affermazione è falsa ma, sembra vera perchè: non è chiaro il meccanismo che permette la certificazione di prodotti e servizi; non si è conosciuto un buon professionista che possa aiutarVi a certificare i Vostri prodotti e servizi.

TSA non si vanta di essere il meglio che possiate incontrare però, dal 1992 (In regime di Autorizzazioni Ministeriali dei Singoli Stati) si occupa di aiutare le aziende e le organizzazioni ad ottenere le proprie certificazioni. Abbiamo coniato un motto: “Rendere facili le cose che sembrano difficili” e lo abbiamo attuato lavorando dal 1992 con la nostra Approval Agency.

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